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lunedì 8 gennaio 1996

Cane e Padrone

CANE E PADRONE
THOMAS MANN

 
Racconto autobiografico che trasforma la quotidianità in meditazione. Non ha una vera trama: al centro vi sono le passeggiate dello scrittore con il suo cane Bauschan, un bracco tedesco, nella campagna bava
rese. Tuttavia, dietro la semplicità dell’argomento, il libro sviluppa una riflessione profonda sulla natura umana.

La narrazione segue il ritmo delle uscite mattutine, quasi un rito condiviso. Il cane incarna l’energia istintiva, la vitalità immediata, la gioia del movimento; il padrone rappresenta invece la coscienza, l’osservazione, l’analisi. In questa opposizione si costruisce il senso dell’opera: l’animale vive nel presente assoluto, l’uomo è gravato da memoria e pensiero. Eppure tra i due nasce un equilibrio. Il cane riporta lo scrittore alla concretezza del corpo e del paesaggio, sottraendolo per qualche ora all’astrazione del lavoro intellettuale.
 


Grande spazio è dedicato alla descrizione della natura: sentieri, radure, luce tra gli alberi, rumori del bosco. Non c’è enfasi romantica, ma uno sguardo preciso e attento. La “riserva” diventa un luogo simbolico: per il cane è libertà pura, per l’uomo è sospensione e raccoglimento. Camminare significa osservare, e osservare significa pensare.

Attraverso questo rapporto affettuoso ma mai sentimentale, Mann riflette sul contrasto tra istinto e ragione, tra semplicità e coscienza. Il libro diventa così una meditazione sull’equilibrio necessario tra vita e pensiero. Opera breve e più limpida rispetto ai grandi romanzi dell’autore, conserva però la sua eleganza e ironia, offrendo un intenso elogio della quotidianità come spazio di verità.




Thomas Mann
(Lubecca, 1875 – Zurigo, 1955) è stato uno dei più importanti scrittori tedeschi del Novecento. Nato in una ricca famiglia di commercianti, raggiunse giovanissimo il successo con I Buddenbrook (1901), grande romanzo sulla decadenza di una famiglia borghese.
Nelle sue opere Mann indagò spesso il contrasto tra vita e arte, istinto e ragione, individuo e società, unendo profondità psicologica, ironia e riflessione filosofica. Tra i suoi libri più celebri figurano La morte a Venezia, La montagna incantata e Doctor Faustus. Nel 1929 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura.
Oppositore del nazismo, dopo l'ascesa di Hitler lasciò la Germania e visse prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti, utilizzando anche la propria notorietà per denunciare il regime nazista. Nel dopoguerra tornò a stabilirsi in Europa, in Svizzera, dove morì nel 1955.

 

 

domenica 1 ottobre 1995

Il colonello Chabert

IL COLONELLO CHABERT
HONORÉ DE BALZAC


Il colonello Chabert, soldato della Grande Armata nella battaglia tra francesi e russi, è creduto morto ma il realtà è rimasto sepolto vivo in messo ai cadaveri.
Torna a casa a Parigi e trova la moglie risposata e i suoi beni usurpati. Sarà aiutato dall’avvocato Derville ma senza risultati poiché la moglie non disposta a rinunciare alla sua nuova vita, tenta di fargli firmare un documento con il quale dichiari che si tratta di un impostore. La contessa otterrà ciò che vuole e Chabert finirà i suoi giorni in un ospizio. Derville disgustato da tanta malvagità che vede ogni giorno, si ritira in campagna.

Honoré de Balzac
(Tours, 20 maggio 1799 – Parigi, 18 agosto 1850) è stato uno scrittore, drammaturgo, critico letterario, saggista, giornalista e stampatore francese, considerato fra i maggiori della sua epoca. È considerato il principale maestro del romanzo realista francese del XIX secolo.

venerdì 1 settembre 1995

Le uova fatali

LE UOVA FATALI
MICHAIL AFANAS'EVIČ BULGAKOV

Mosca, 1928. All’istituto di Zoologia due professori conducono esperimenti su uova di rana dopo che alcune amebe hanno mostrato proliferazione per essere state esposte a raggi rossi. Inizia una moria di galline e la peste dilaga in tutta la Russia. Viene dichiarato lo stato di guerra ma solo un’ondata di gelo riesce a fermare i giganteschi rettili che hanno invaso Mosca.
 

Michail Afanas'evič Bulgakov
(Kiev, 15 maggio 1891 – Mosca, 10 marzo 1940) è stato uno scrittore e drammaturgo russo della prima metà del XX secolo. È considerato uno dei maggiori romanzieri del Novecento. Molti suoi scritti sono stati pubblicati postumi.

giovedì 15 giugno 1995

La metamorfosi

LA METAMORFOSI
FRANZ KAFKA
 
 

La storia comincia con Gregor che svegliatosi una mattina si trova trasformato in un gigantesco insetto. Il racconto narra della situazione familiare che genera questo avvenimento. Genitori e sorella che inorriditi si trovano a doverlo tenere in casa, nutrire, finché trovandosi in difficoltà economiche, ora che Gregor non lavora più, sono d’accordo di sbarazzarsi di lui. Sentite le conversazioni dei suoi, Gregor cade in una profonda depressione che lo porta ad una lenta morte che libera la famiglia da tale peso. Dimenticato, la famiglia si solleva dai problemi economici e stanno già pensando che la figliola cresciuta in bellezza troverà presto un buon marito.
 


Franz Kafka
(Praga, 3 luglio 1883 – Kierling, 3 giugno 1924) è stato uno scrittore praghese di lingua tedesca.

domenica 28 agosto 1994

Uomini e Topi

UOMINI E TOPI
JOHN STEINBECK
 


1929, California. In un ranch lavorano alcuni braccianti stagionali. Lennie, dotato di una enorme forza fisica è affetto da ritardo mentale, non sa controllare la sua forza e uccide spesso involontariamente piccoli animali che ama accarezzare. Consapevole di questa sua condizione, trova in George un punto di riferimento affidandosi completamente a lui. Quando Lennie uccide senza volerlo la moglie del figlio del padrone di casa, George uccide l’amico in un estremo atto d’amore fraterno per salvarlo dalla furia del marito disperato e degli altri braccianti.


John Ernst Steinbeck, Jr.
(Salinas, 27 febbraio 1902 – New York, 20 dicembre 1968) è stato uno scrittore statunitense tra i più noti del XX secolo, autore di numerosi romanzi, racconti brevi e novelle.

lunedì 22 novembre 1993

La sonata a Kreutzer

LA SONATA A KREUTZER
LEV TOLSTOJ

 


L'intera vicenda ha luogo durante un viaggio in treno. Una voce narrante registra una conversazione tra alcune persone a proposito dei principi fondanti dell’amore. Vasja Pozdnyšev inizia a raccontare la sua storia, della sua gelosia per la moglie. Sospetta una relazione tra lei e un musicista soprattutto una sera mentre i due eseguono l’uno al violino, l’altra al pianoforte, la “Sonata a Kreutzer” di Beethoven. Assente da casa per curare affari di lavoro, rientra di fretta a seguito di una lettera della moglie che gli racconta che il violinista le ha fatto visita. Trovandola a tavola con lui, in presa alla rabbia, pugnala la moglie. Il tradimento però non viene svelato.
 

LEV NIKOLÀEVIČ TOLSTÒJ
(Jàsnaja Poljana, 9 settembre 1828[1] – Astàpovo, 20 novembre 1910), è stato uno scrittore, filosofo, educatore e attivista sociale russo.
Racconta la realtà della guerra, ebbe successo con Guerra e Pace e Anna Karenina, i suoi scritti sono introspezione dei personaggi e riflessioni morali.

La morte di Ivan Iljc

LA MORTE DI IVAN IL'IC
LEV TOLSTOJ
 


San Pietroburgo. La vita di Ivan Il'ič Golovin, consigliere della Corte d'Appello di San Pietroburgo. Il giudice si ammala di una malattia misteriosa che lo porta a riflessioni, disperazione, ricerca del significato della sua vita e della sua morte. Ha sempre vissuto onestamente e trova ingiusta la malattia. Inizia a odiare i familiari che evitano il tema della morte. L’unico a non temere di parlarne è Gerasim, un ragazzo contadino che gli mostra compassione. Nel momento della morte vede la moglie e figlio in lacrime e smette di odiarli, non ha più paura. In mezzo ad un respiro, Ivan muore. 
 
In un ufficio del Tribunale di San Pietroburgo, alcuni magistrati stanno accalorandosi su un importante caso giudiziario. Uno di loro, disinteressato alla discussione, sfoglia il giornale. All'improvviso vede il necrologio di un collega, Ivan Il'ič Golovin, che tutti sapevano essere gravemente malato. Dopo una serie di ipotesi su chi potrà occupare il posto lasciato vacante e vaghi propositi di andare a visitare il defunto, i giudici tornano al loro lavoro, sotto sotto contenti di essere ancora vivi.


LEV NIKOLÀEVIČ TOLSTÒJ
(Jàsnaja Poljana, 9 settembre 1828[1] – Astàpovo, 20 novembre 1910), è stato uno scrittore, filosofo, educatore e attivista sociale russo.
Racconta la realtà della guerra, ebbe successo con Guerra e Pace e Anna Karenina, i suoi scritti sono introspezione dei personaggi e riflessioni morali.